Il linfoma è una patologia neoplastica sistemica che interessa il sistema ematopoietico e riveste notevole
importanza in medicina veterinaria. Rappresenta l’23% delle neoplasie nel cane e il 30% nel gatto ed è
una delle forme più chemioresponsive sebbene il periodo di remissione sia, nella maggio parte dei casi,
solo temporaneo (da pochi mesi a qualche anno). E’ caratterizzato dalla proliferazione maligna e
incontrollata delle cellule del sistema linfoide che interessa linfonodi, visceri (fegato, milza, intestino,
stomaco) e altri organi (reni, cute, occhio, sistema nervoso centrale e periferico).

 

Esistono diverse forme di linfoma:

− Multicentrica

E’ la forma più comune nel cane mentre è la più rara nel gatto. Spesso l’animale si
presenta asintomatico o con sintomi aspecifici: perdita di peso, letargia, anoressia. Il segno
patognomonico nel cane è una linfoadenopatia solitaria o generalizzata.

− Mediastinica

La linfoadenomedenopatia è localizzata ai linfonodi mediastinici soprattutto craniali.
Se presenti, si evidenziano sintomi quali: tosse, dispnea, rigurgito, sindrome di Horner, sindrome
precavale, presenza di versamento chiloso o emorragico.

− Gastroenterica o alimentare

E’ la più diffusa nel gatto, coinvolge stomaco e intestino in forma di
massa solitaria o infiltrativa diffusa che spesso evolve da una pregressa patologia infiammatoria
cronica (ad esempio l’enterite linfoplasmacellulare nel cane e l’IBD nel gatto). I sintomi clinici
rilevabili possono essere: vomito, diarrea o tenesmo, dimagrimento, anoressia.

− Cutanea

E’ la forma più rara sia nel cane che nel gatto. La sintomatologia, prevalentemente
cutanea, si manifesta con aree alopeciche, depigmentazione, desquamazione, prurito ed eritema;
l’evoluzione porta alla formazione di placche e croste con ulcerazioni. Si riconoscono due forme:
o Epiteliotropica o “Micosi Fungoide”di tipo T rara nel gatto , che interessa prevalentemente
l’epidermide.
o Non epiteliotropica di tipo B, molto più aggressiva e a rapida evoluzione che interessa il
derma; più comune nel gatto rispetto al cane.

Extranodale

E’ la forma più rara (nel cane e nel gatto rispettivamente 4 e 5%) in molti casi si
assiste al primario interessamento di un organo e, in un secondo tempo, all’evoluzione sistemica.
Comprende il linfoma renale, oculare, nervoso, epatosplenico, intravascolare, nasale, tracheale,
surrenalico e poliostolico.

SEGNALAMENTO

Cane 5-8 anni
Gatto 4 mesi-2 anni: soprattutto forme mediastiniche e Multicentriche (generalmente Felv positivi e
immunofenotipo T) anche extranodale e leucemico.
Gatto 6-10 anni soprattutto forme alimentari o cutanee (generalmente Felv negativi con immunofenotipo
B)

CLASSIFICAZIONE
Le classificazioni sono diverse e in continua e rapida evoluzione. Le classificazioni citologiche differenziano
tre gradi di malignità Basso, Intermedio ed Elevato. Le classificazioni istopatologiche differenziano in
cellule B e T.

DIAGNOSI E STADIAZIONE

Un sospetto diagnostico di linfoma necessita di un corretto e attento esame obbiettivo generale e
particolare, esame emocromocitometrico e profilo biochimico, esame elettroforetico, radiografie toraciche,
ecografia addominale, biopsia midollare, eventuale TC e/o RM. Spesso l’esame citopatologico, veloce e
poco invasivo, permette la conferma della diagnosi di linfoma, a volte invece è necessario un esame
istopatologico bioptico. Una volta diagnosticato, i dati raccolti vengono utilizzati per stadiare il linfoma.

Gli stadi vanno da I a V .

Stadio I-III secondo il diverso coinvolgimento linfonodale.

Stadio IV se esiste un
coinvolgimento epatico e/o splenico.

Stadio V se è presente una diffusone midollare, ematica e/o di altri organi.

L’insieme di tutte le informazioni raccolte sono indispensabili per la prognosi e per pianificare un protocollo chemioterapico mirato.

TERAPIA

La scelta terapeutica dipende da numerosi fattori, tra cui il sottostadio del paziente, il grado istologico del
linfoma, l’estensione del tumore, la presenza di sindromi paraneoplastiche, la motivazione del proprietario
e l’esperienza professionale. La prima scelta è rappresentata dalla chemioterapia mentre la chirurgia e la
radioterapia hanno, nel linfoma, spesso un ruolo marginale. I protocolli terapeutici sono molteplici e
prevedono un approccio di tipo monochemioterapico e uno polichemioterapico.

PROGNOSI

Risulta molto complesso formulare una prognosi perché condizionata da molteplici fattori
quali la classe di appartenenza del linfoma, la sua diversa sensibilità ai chemioterapici e la stadiazione del
paziente.

 
 

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